Voto elettronico: i risultati del dialogo con gli esperti del mondo scientifico indicano la strada da seguire

Berna, 19.11.2020 - La Confederazione e i Cantoni hanno condotto con esperti nazionali e internazionali un ampio dialogo sul voto elettronico in Svizzera. I risultati, ora disponibili, confluiscono nelle basi giuridiche e tecniche della fase sperimentale, attualmente in elaborazione.

23 esperti nazionali e internazionali del mondo scientifico e dell’industria hanno partecipato al dialogo. A causa della pandemia di coronavirus i seminari previsti inizialmente sono stati annullati e sostituiti da un dialogo scritto, guidato da un moderatore, su una piattaforma Internet.


I temi discussi riguardavano, tra gli altri, i rischi e le misure di sicurezza, gli esami indipendenti, la collaborazione con il mondo scientifico e la partecipazione del pubblico nonché la trasparenza e la creazione di un clima di fiducia. Complessivamente sono pervenuti oltre 700 pareri. Nei singoli blocchi di discussione sono state elaborate conclusioni e sono stati annotati i pareri discordanti.


Gli esperti ritengono che in Svizzera siano già stati compiuti considerevoli progressi nell’attuale fase sperimentale. Molti sono dell’opinione che tra 15 anni il voto elettronico si sarà affermato come canale di voto attendibile, mentre altri non sono sicuri che sarà in grado di ispirare la fiducia necessaria. Nessuno però mette in dubbio che occorra prestare attenzione anche alla sicurezza delle tradizionali procedure di elezione e votazione.


Non esiste un sistema perfetto: questa è la conclusione che si trae dal dialogo. Non si possono escludere completamente né manipolazioni né errori tecnici, tuttavia i sistemi possono essere progettati a livello tecnico e operativo di modo che sia molto difficile commettere una frode e che sia altamente probabile individuarla. In questo contesto la verificabilità svolge un ruolo importante.


Gli esperti ritengono che soprattutto la sicurezza e la trasparenza dei sistemi nonché il loro esame indipendente siano ambiti in cui occorra intervenire. Giudicano molto importante anche l’esame pubblico. Infine raccomandano, al posto di un test pubblico di intrusione come quello condotto nel 2019, di svolgere hackathon o di ricorre a un programma «bug bounty» permanente nel quale chi trova un errore viene ricom-pensato in denaro.


Gli esperti ritengono opportuno coinvolgere specialisti indipendenti del mondo scientifico e del settore privato nella progettazione, nello sviluppo e nell’esame di sistemi di voto elettronico, mettendo così maggiormente l’accento sugli aspetti sociopolitici. A loro avviso, il dialogo condotto costituisce una pietra miliare che ha portato a preziosi risultati.


La Confederazione e i Cantoni utilizzano questi risultati nella riformulazione in corso delle basi giuridiche e tecniche della fase sperimentale del voto elettronico. Si basano inoltre sulle esperienze fatte finora con le sperimentazioni condotte. A tempo debito il Consiglio federale deciderà sul nuovo orientamento della fase sperimentale.


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